Storia

Anni '90-99 - Un rinnovato impegno per la città

L'economia italiana si presentò con una buona tenuta complessiva accompagnata tuttavia da alcuni fattori negativi che si ripercuotevano sul settore edile: finanza pubblica in flessione e tensioni inflazionistiche crescenti. Ad alta voce, anche a livello nazionale, si chiesero nuove regole per il settore al fine di garantire la massima trasparenza e lasciare così al libero mercato la selezione delle imprese più qualificate e non mancarono gli appelli alle istituzioni per scongiurare la paralisi degli investimenti.

Con il 1 marzo del 1990 l'Associazione si trasferì nella nuova sede di via di Villa Patrizi mentre il campionato del mondo di calcio a Roma era alle porte e per il quale molte imprese romane parteciparono con lavori di ampliamento e di adeguamento degli impianti viari e sportivi.

Furono gli anni di discussione del passaggio da Roma Capitale alla Città Metropolitana a cui l'Associazione prese parte con proposte su: trasporti, pacchetto casa e recupero urbanistico.

Il confronto con le Autorità locali (e nazionali) si fece sempre più serrato sollecitandosi più certezza del diritto come essenziale strumento di ordine in una civiltà moderna e democratica; il rispetto delle regole di mercato quale sola via verso la ricerca della trasparenza, la sola risposta ad una domanda sempre più crescente. Non mancarono iniziative di solidarietà come ad esempio la ricostruzione dell'asilo "Celio azzurro" (in collaborazione con il Corriere della Sera e l'Isveur), unico centro in Italia per l'integrazione razziale, distrutto da un incendio doloso; così come il concorso "Quale periferia per Roma Capitale?" per riqualificare e recuperare la città, che ebbe vasta eco di pubblico e partecipanti, tra Architetti, progettisti, e con il coinvolgimento dell'Università di Roma.

Gli imprenditori edili nel corso di questo decennio chiesero di riportare nel mercato il pieno rispetto delle regole concorrenziali senza privilegi "di nascita". Un mercato delle costruzioni rispondente alle esigenze della città con al centro: la casa, i trasporti, le infrastrutture.

Nel 1995 l'ing. Paolo Buzzetti venne eletto presidente dell'Associazione e in occasione di un incontro con il sindaco di Roma Francesco Rutelli fu presentato il documento "Un anno per il rilancio produttivo e per il lavoro" e le iniziative da attuare per l'Anno Santo del 2000.

Si affrontarono i temi del futuro urbanistico di Roma e delle prospettive dell'edilizia capitolina, dei programmi di recupero urbano.

Variante di Salvaguardia, Piano delle Certezze, Alta Velocità, opere per il Giubileo, Auditorium, ma anche ribassi eccessivi, lavoro nero, sono questi i temi più caldi di quegli anni nei quali l'Acer propose di istituire un "Patto per Roma" tra politici, imprenditori e sindacati per lo sviluppo della città.

"Roma caput mundi", convegno internazionale promosso dall'Acer sulla trasformazione urbana, nel 1999, fu l'occasione per discutere su nuovi scenari come il projetct financing e la permuta, già presenti in molte realtà europee. Il grande interesse suscitato dai lavori confermò che la trasformazione urbana sarebbe stato il tema cui concentrare negli anni futuri, l'attività dell'Associazione. A breve distanza la CRRGO per proseguire sulla stessa linea d'azione del recupero urbano e del miglioramento della qualità abitativa, bandì un Concorso internazionale per la trasformazione dell'area di San Lorenzo che vide ben 5 vincitori ex equo.

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