Storia

2000 - Dal mercato delle costruzioni alla costuzione di un nuovo modello di città

Il 2000 è l'anno del Giubileo ma anche quello del nuovo regime degli appalti pubblici, della Legge Merloni ter con l'introduzione delle Soa e del project financing. L'Acer andò "in rete" con la creazione di un sito(www.acerweb.it) dedicato agli associati, ma consultabile in larga parte anche dai comuni "navigatori".

Si tornò a parlare di grandi opere, del mercato dei lavori pubblici e dell'emergenza abitativa, ma furono temi che restarono purtroppo spesso solo oggetto di confronti elettorali. Nel 2001 fu eletto Presidente l'ing. Silvano Susi che si impegnò da subito per trovare soluzioni largamente condivise; "è giunto il tempo del fare" ; e varare un nuovo metodo di collaborazione tra pubblico e privato.

Si cominciò a parlare del nuovo piano regolatore di Roma - per il quale l'Acer presentò dettagliate proposte in diverse occasioni di incontri pubblici e con gli esponenti politici del territorio - e della nostra città come capitale d'Italia modificando la Costituzione repubblicana per ottenere uno status specifico e le risorse adeguate.

Gli imprenditori edili, in collaborazione con l'Università di Roma Valle Giulia, studiarono la riqualificazione ambientale e urbana del Tevere con una serie di progetti innovativi (oltre 100 i partecipanti) da presentare alle amministrazioni competenti e da realizzarsi con il project financing.

Proseguì il dibattito sul PRG e in un convegno l'Acer mise a confronto le grandi capitali europee: Parigi, Londra e Roma. Nel corso degli ultimi decenni le prime due si sono profondamente trasformate, Roma invece è rimasta sostanzialmente inalterata.

Nel 2003 le imprese artigiane entrarono nell'Associazione e ci fu anche il ritorno delle grandi imprese che erano confluite nell'A.G.I. In quel momento l'Acer rappresentava 1500 imprese del tessuto produttivo romano.

L'anno successivo l'Associazione giunse alla soglia dei 60 anni di attività, ed il 7 luglio nella sede di via di villa Patrizi il Sindaco di Roma Walter Veltroni, il Presidente della Regione Lazio Francesco Storace, "testimoni" gli imprenditori romani, firmarono il primo accordo di programma per gli interventi di recupero urbano, i famosi c.d. "articoli 11".

È questo il periodo in cui assurse in primo piano il problema dei fondi per Roma capitale, ma anche la realizzazione delle condizioni - normative e procedurali - per l'utilizzo delle risorse aggiuntive che possono derivare dal capitale privato, anche nel settore delle opere pubbliche.

In materia poi di edilizia abitativa, l'Acer presentò un "decalogo" con interventi nel breve, medio e lungo periodo perchè il problema della casa era ormai diventato a Roma una vera e propria emergenza.

Proseguirono gli incontri e i dibattiti per arrivare ad un Modello Roma dove Istituzioni, parti sociali ed imprenditori, organismi culturali potessero collaborare tra loro in maniera trasparente per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini.

Gli imprenditori romani poi con il convegno "Le città dei creativi" tenutosi il 16 febbraio 2006 nella cornice eccezionale dell'Aula Giulio Cesare sede del Consiglio comunale, arrivarono a tracciare gli scenari della Roma del futuro. Il Sindaco, gli autorevoli ospiti e la Ricerca commissionata allo Studio Ambrosetti rivelarono che la sfida per la Capitale proprio quella di incrementare il suo tasso di creatività attraendo investimenti esteri, ma anche studenti stranieri e potenziando i settori chiave della crescita produttiva tra i quali un ruolo di volano dello sviluppo ricopre il comparto edile. Ma il 2006 è anche l'anno del Piano Regolatore, che il 23 marzo è stato controdedotto in Consiglio comunale: ora per renderlo definitivamente operativo occorre l'approvazione regionale.

Nel 2007 è stato presentato il disegno di legge di delega al governo per l'attuazione dell'art. 117 della nostra Costituzione per l'istituzione delle città metropolitane e per l'ordinamento di Roma Capitale. Serviranno ancora tempi tecnici e confronti politici, ma la strada è tracciata per realizzare il "Modello Roma" e dare alla città le giuste risposte alle sue aspettative di Capitale.Ad aprile si è proceduto al rinnovo nei contenuti, nella grafica e nella struttura del sito web dell'Acer (www.acerweb.it). Gli utenti registrati possono accedere all'archivio storico di tutte le notizie, circolari, tabelle o articoli ed effettuare una ricerca in base ad un sistema di parole-chiave per gli argomenti di loro interesse. Nel mese di Maggio l'Associazione romana ha aderito alle iniziative dell'Ance sul "mese della sicurezza nei cantieri" promuovendo in collaborazione con il CTP un Convegno a cui hanno preso parte rappresentanti delle Istituzioni, dei sindacati, del mondo universitario e naturalmente molti imprenditori del settore.

Presidente dell'Acer viene eletto Giancarlo Cremonesi (27 giugno 2007) il quale ribadisce il suo prioritario impegno nel rilancio del ruolo dell'Associazione - entrata a par parte anche della Commissione Marzano per il futuro di Roma Capitale - nei confronti delle istituzioni, per contribuire in maniera sempre piu' positiva alla riqualificazione e allo sviluppo della citta'. Il 14 novembre 2008 Cremonesi, chiamato dal nuovo sindaco di Roma Gianni Alemanno al prestigioso incarico di Presidente dell'Acea, lascia in anticipo il suo mandato e l'assemblea dell'Acer acclama Eugenio Batelli nuovo Presidente. "L'edilizia e' uno dei settori vitali dell'economia romana - afferma il presidente Batelli nel suo discorso di insediamento - e il mio primo impegno sara' quello di proseguire la strada tracciata da Cremonesi nel rilanciare il ruolo dell'Associazione Costruttori di Roma per la valorizzazione dei punti di forza della citta', come nella ricerca di soluzioni ai nodi che ne bloccano lo sviluppo. "La pesante crisi finanziaria internazionale ha ormai colpito tutti i mercati e avra' a breve effetti sull'economia reale - prosegue il Presidente dell'Acer. Il settore delle costruzioni - che ha un ruolo di primo piano per la crescita del pil in Italia - deve crescere per diventare volano per tutta la nostra economia. Per dare una risposta all'housing sociale e alla carenza di infrastrutture, ma anche per aiutare il rilancio del turismo e lo sviluppo di nuove attivita' imprenditoriali: noi costruttori romani siamo pronti a fare la nostra parte".

Oggi l'Associazione è sempre più un interlocutore di riferimento per tutte le Istituzioni che a vari livelli sono chiamate ad assumere decisioni e indirizzi nella gestione e nello sviluppo del territorio. Se da un lato quindi essa offre supporto alle imprese di settore, con i propri servizi o quelli dei propri Enti paritetici (dalla sicurezza alla prevenzione infortuni,dalla formazione delle maestranze edili e dei tecnici di cantiere, e altro ancora) dall'altro proprio il ruolo di interlocuzione e punto di riferimento rappresenta un prezioso valore aggiunto dell'attività associativa che va conservato e incrementato.

Durante la Presidenza Batelli si manifesta in tutta la sua gravità una crisi economica e finanziaria di portata internazionale e dai riflessi pesantissimi sia sulla capacità di investimento delle amministrazioni che sulla possibilità di spesa delle famiglie.

Termini come "limiti del patto di stabilità" e "credit crunch" escono dal vocabolario degli specialisti per diventare accezioni comuni che cercano di spiegare il crollo degli investimenti pubblici e l' impossibilità di accesso al credito per le famiglie.

In questo scenario l'Associazione spinge con forza perché, da un lato, si valorizzi la capacità di intervento di privati nel settore e, dall'altro, perché la spesa pubblica venga riqualificata e razionalizzata.

Questo impegno si traduce nell'approvazione da parte del Campidoglio della nuova convenzione quadro per gli investimenti urbanistici che rende meno complesso per gli operatori l'avvio dei programmi.

Sul versante pubblico anche le nette prese di posizione dell' Associazione favoriscono una riflessione sul fronte delle spese finalizzata a ridurre il peso della spesa corrente a favore degli investimenti e ad un ridisegno complessivo della "holding" di Roma Capitale.

Sul fronte interno la presidenza Batelli si caratterizza, oltre che per una continua ricerca della coesione interna indispensabile nei momenti di crisi, anche per una serie di modifiche statutarie che tra l'altro, portano a quattro anni non rinnovabili la durata delle cariche associative di Presidente e Vice Presidenti.

Questo scenario complicato, caratterizzato da pesantissime perdite di livelli occupazionali e di numero di imprese attive, è quello con il quale viene chiamato a confrontarsi Edoardo Bianchi che viene eletto Presidente dell' Acer nel giugno del 2013.

Bianchi, consapevole dei rischi pesantissimi per il settore di una crisi senza vie d'uscita visibili, afferma che la carenza di risorse pubbliche non possa rappresentare un alibi del "non fare" e invoca una decisa lotta agli sprechi e alle spese improduttive, nonché riqualificazione e razionalizzazione della spesa corrente per liberare risorse per gli investimenti.

Sul fronte privato ribadisce la necessità di ridurre drasticamente i tempi di approvazione degli strumenti urbanistici e di assicurare "certezze" agli operatori, senza continue rimesse in discussione degli impegni già assunti.

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